La Biblioteca

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La Storia 

Le origini della Biblioteca vanno ricollegate all'insediamento in varie castellanie piemontesi dei Marchesi D'Oria (1576), a seguito di una permuta territoriale riguardante il principato di Oneglia, al quale era fortemente interessato il Duca di Savoia Emanuele Filiberto. Nei primi anni del '900, per la mancanza di eredi diretti, tutte le proprietà dei marchesi vengono acquistate dagli industriali Remmert, i quali poi cedono al Comune il palazzo nobiliare, che custodisce tra l'altro una preziosa biblioteca di circa diecimila volumi antichi (ora Fondo Storico D'Oria).

Tale patrimonio librario venne riordinato e inventariato solo nel 1931, con un lavoro finanziato dalla Soprintendenza delle Biblioteche presso la Biblioteca Nazionale, e dal Ministero della P.I. Ma, a pochi mesi dall'inaugurazione, una circolare del ministero dell'Educazione Nazionale denunciò ancora la mancanza dei requisiti necessari per l'apertura al pubblico, e l'assenza d'un regolamento e di un orario.

Negli anni Cinquanta, si costituisce una collezione di libri moderni, e il comune affida alla segreteria l'incarico del Progetto di un Regolamento, nonchè l'incarico di Direttore-bibliotecario. Tra alterne vicende, si arriva al 1964, quando l'Amministrazione Provinciale di Torino sollecita la collaborazionene della Soprintendenza Bibliografica e delle amministrazioni comunali per promuovere un servizio di pubblica lettura attraverso biblioteche efficenti. Per raccogliere un numero maggiore di lettori e favorirne la crescita, la biblioteca di Ciriè, viene trasferita nell'ala sud-ovest del Palazzo Comunale, fino ad allora utilizzata dall'Istituto Commerciale "P.Boselli".

Ultimati i lavori, la struttura è aperta al pubblico il 20 gennaio 1973; si disponeva di 5000 stampati, 20 periodici e 342 dischi. Nel dicembre 1978 il Servizio Nazionale di Lettura-Centro Rete di Ivrea, invitava i sindaci dei comuni aderenti  al Sistema Bibliotecario di Ivrea e Canavese a partecipare ad una riunione indetta al fine di far conoscere la Legge Regionale contenente la normativa per il funzionamento, la gestione, l'istituzione e finanziamento delle biblioteche piemontesi. Oggi, la Biblioteca Civica è intitolata ad Alvaro Corghi quale giusto riconoscimento a chi, nel lontano 1973, in qualità di Assessore alla Cultura, volle la sistemazione della Biblioteca Storica e la nascita di quella moderna.

Fondatore del Circolo Culturale "Ars et Labor", Assessore alla Cultura e alla Sanità del Comune di Ciriè, Corghi ereditò dal padre la passione per le arti figurative, compiendo varie esperienze artistiche. Si accosta al movimento futurista, e viene invitato nel 1933 alla I°mostra internazionale d'arte figurativa a Roma. Stabilitosi a Ciriè, concentra la sua attività sulla caricatura, e realizza due importanti "personali": nel 1937 al Salone della Stampa a Torino, e nel 1940 alla Casa degli Artisti a Milano. Nel dopoguerra riaffiora la vena pittorica figurativa, orientata soprattutto al paesaggio canavesano.

La Biblioteca "Alvaro Corghi" il 19 marzo 2007 si è trasferita in una nuova struttura più spaziosa (complesso Fenoglio). Il catalogo dei documenti annovera 35.000 titoli, vari periodici, spazi predisposti per i bambini e le visite delle scolaresche, 7 postazioni internet. Nel contempo, la Biblioteca Storica vede procedere i lavori per l'infomatizzazione del suo catalogo, aperta agli studiosi e alle visite, protetta da una adeguata sistemazione.